Hjo Jazz Orchestra

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“Era Swing”, ovvero l’inconfondibile repertorio reso famoso dalle orchestre e dai compositori jazz di maggiore rilievo, che hanno operato in America dagli anni ’30 ai ’60. È la proposta della prestigiosa HJO Jazz Orchestra per il gran finale di Notomusica 2019. La formazione suonerà sotto la sapiente direzione di Benvenuto Ramaci, mentre vocal guest star sarà Rosalba Bentivoglio, definita la Lady siciliana del jazz. L’appuntamento è per martedì 20 agosto alle ore 21.15 nel Cortile del Collegio dei Gesuiti.

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Omar Sosa – Ylian Canizares – Gustavo Ovalles

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Appuntamento sabato 10 agosto alle ore 21.15 nel Cortile del Collegio dei Gesuiti

Omar Sosa & Yilian Cañizares: ritmi cubani e jazz in esclusiva a Notomusica
NOTO – Per il pubblico di Notomusica si annuncia un altro straordinario concerto in esclusiva per la Sicilia. Parliamo del duo formato dal pianista Omar Sosa e dalla violinista e cantante Yilian Cañizares, che si sono uniti per creare “Aguas”, un album bellissimo e molto personale, che è diventato anche il titolo e il percorso musicale del loro live tour. Special guest è Gustavo Ovalles alle percussioni. L’appuntamento è per sabato 10 agosto alle ore 21.15 nel Cortile del Collegio dei Gesuiti.

“Aguas” riflette le prospettive di due generazioni di artisti cubani che vivono fuori dalla loro Madre Patria e interpretano le loro radici e tradizioni in un modo unico e raffinato. Le canzoni spaziano dal commovente all’esuberante, e sono l’espressione dell’eccezionale chimica musicale, della sensibilità poetica e dell’originalità di Sosa e Cañizares.

Il materiale utilizzato in “Aguas” è un mix coinvolgente e creativo che fonde le radici Afro Cubane del duo alla musica classica occidentale e al jazz. L’album è dedicato all’acqua e specialmente a Oshun, la divinità dell’amore e signora dei fiumi nella tradizione Lucumi del retaggio Yoruba conosciuto come Santeria – una pratica spirituale importante per entrambi gli artisti. Come l’acqua è sinonimo di vita, energia, forza e spazio, la musica di questo album è ispirato dalle influenze più importanti dell’acqua – il suo potere nascosto, la sua infinita trasmutazione e la sua inarrestabile creazione. C’è anche una rappresentazione, per Omar e Yilian, dell’acqua come separazione da e nostalgia per la loro terra natia.

In concerto, il rigoglioso pianismo di Omar Sosa si sposa anche perfettamente con le percussioni multicolori e multiformi (tamburi Bata, congas, bongos, quitiplas, maracas, guiro, piatti e altro) del percussionista venezuelano Gustavo Ovalles. Il sodalizio artistico tra i due nasce nel 1999, ed era già alla base anche dell’album “Ayaguna” uscito nel 2003. Le undici tracce di “Aguas” sono state scritte e prodotte da Omar Sosa e Yilian Cañizares, il disco è uscito nel 2018.

Omar Sosa è uno di quei nomi che non hanno bisogno di molte presentazioni. Il compositore e pianista cubano, classe 1965, nominato sette volte ai Grammy, è uno dei jazzisti più versatili e completi della sua generazione. È stato capace di fondere mirabilmente un’estesa gamma di elementi jazz, di world music e di elettronica con le sue radici afrocubane, riuscendo a creare una sonorità fresca e originale, dal forte sapore latino, ma lasciando sempre grande spazio all’improvvisazione. La carriera di Sosa incarna la mentalità aperta di un artista giramondo (ha vissuto nel nord e nel sud America, a Cuba ed in Spagna) e visionario, che ha lavorato incessantemente per cercare di costruire una visione musicale coerente e personale, davvero cosmopolita. Una ventina di dischi da leader in circa un quarto di secolo di attività professionale parlano da soli. Dentro una così nutrita ed interessante produzione musicale, vi sono ben sei album di piano–solo (l’ultimo, “Senses”, è del 2014) – formula che ancor oggi forse predilige – ma anche dei magnifici duetti con il trombettista Paolo Fresu – è un duo collaudatissimo il loro, di cui è appena uscito il terzo episodio discografico, “Eros” (2016) – qualche lavoro orchestrale e, negli ultimi tempi, anche il Quartetto Afrocubano, interamente composto da suoi connazionali, con cui nel 2015 ha inciso “Ilé”, lavoro decisamente riuscito e suggestivo.

Yilian Cañizares, classe 1981, nasce a L’Avana. Talento precoce, a soli sette anni viene ammessa alla prestigiosa Accademia di Musica Manuel Saumell per studiare violino. Nel 1995 vince una borsa di studio per perfezionarsi a Caracas, e due anni dopo ottiene l’ammissione ad un Conservatorio in Svizzera, dove si trasferisce. Ma la sua natura di artista curiosa ed onnivora la condurrà presto alla ricerca di nuovi sbocchi creativi. Decide così di iniziare a cantare, e guarda con grande interesse al jazz, trovando nel violinista Stéphane Grapelli un maestro cui ispirarsi. Forma un quartetto che chiama Ochumare, come la divinità Orisha degli arcobaleni, con cui vince nel 2008 un importante premio al festival jazz di Montreux. Con lo stesso gruppo incide anche i suoi due primi dischi, nel 2009 e 2011. Ma la fama internazionale arriva nel 2013, con l’album intitolato appunto “Ochumare”, il primo a suo nome. Il successo viene quindi confermato due anni dopo dal nuovo lavoro, “Invocaciòn” (2015). Il suo stile riflette una grande varietà di influenze, con tocchi di jazz, musica classica e musica cubana. Qualche critico ha parlato di un’orchestrazione jazz mescolata ad un rituale Yoruba. Yilian Cañizares canta in spagnolo, yoruba e francese, ed uno dei suoi tratti distintivi è proprio la naturale capacità di cantare e suonare il violino allo stesso tempo.

Gustavo Ovalles, nato a Caracas nel 1967, come artista e professore ha viaggiato in tutto il mondo con i suoi strumenti tradizionali che includono maracas, culoepuya, quitiplas e bata drums. Con il pioneristico progetto di Omar Sosa “Roots Trilogy”, Gustavo ha calcato diversi importanti palchi in Europa, Giappone e Stati Uniti. Ha inoltre partecipato al l’album di Sosa “Sentir”, nominato ai Grammy. Attualmente vive un po’ in Francia e un po’ in Venezuela.

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Giuseppe Andaloro

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Appuntamento venerdì 16 agosto 2019, ore 21.15 Cortile del Collegio dei Gesuiti
Il pianista Giuseppe Andaloro protagonista a Notomusica
In programma musiche di Beethoven, Händel, Rachmaninov, Ravel
NOTO – Giuseppe Andaloro, trentenne pianista palermitano dalla luminosa carriera internazionale, sarà il protagonista assoluto del recital che Notomusica propone venerdì 16 agosto alle ore 21.15 nel Cortile del Collegio dei Gesuiti. Un programma per pianoforte solo di autentico impatto, quello che il virtuoso regalerà al pubblico a partire dalle volute tardobarocche della Suite n.5 in mi minore di Händel, databile tra il 1707 e il 1720. Dei quattro movimenti, l’ultimo – Air à 5 variations detta “The Harmonious Blacksmith” (Il fabbro armonioso) – fu apprezzato ed eseguito nell’Ottocento anche come pezzo a sé stante. Seguiràla celeberrima Sonata n.15 in Re Maggiore op.28 composta da Beethoven nel 1801; il titolo postumo – “Pastorale” – non implica ovviamente alcun riferimento testuale all’omonima Sesta Sinfonia, se non per le atmosfere arcadiche e contemplative, che colorano in particolare il conclusivo Rondò.
La seconda parte si apre con quel piccolo gioiello che è la Sonatina composta da Ravel nel 1905 per un concorso indetto da una rivista musicale: il diminutivo non si riferisce alla brevità e tanto meno alla facilità di esecuzione, ma alla sapiente concisione del discorso musicale, che si rifà a schemi della tradizione preromantica e al nitore della scrittura clavicembalistica francese, armonizzando ogni elemento in un equilibrio ideale.
Chiuderà la soirée musicale l’impervia Sonata n.2 di Rachmaninov, che aveva cominciato a lavorarci all’inizio del 1913 durante il soggiorno a Roma, interrotto però dalla febbre tifoide che aveva colpito le sue due bambine. La terminò perciò al ritorno in patria, nella tenuta della moglie, e la eseguì per la prima volta in Russia nell’autunno dello stesso anno, riportando vivo successo. Quasi vent’anni dopo procedette ad una revisione, riducendo alcune parti che giudicava ridondanti ed eliminando alcune difficoltà tecniche. Questa seconda versione fu eseguita per la prima volta dall’autore a Portland nel 1931, quando da tempo aveva definitivamente lasciato il suo Paese. Il brano, veramente di ardua complessità, com’è nelle corde di questo grande pianista e compositore, costituì uno dei cavalli di battaglia dell’ineguagliabile Vladimir Horowitz, che approntò tuttavia una terza versione, meritandosi peraltro le lodi dello stesso Rachmaninov.

Questo il programma ufficiale di una performance che si annuncia all’altezza di un’artista dalla parabola artistica in costante ascesa. Giuseppe Andaloro è infatti risultato vincitore del primo premio di alcuni tra i più prestigiosi Concorsi internazionali per pianoforte, (London World, Sendai International, Hong Kong International, Porto International, Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano), aggiudicandosi anche tutti i premi speciali. Nel 2005 è stato premiato per “Meriti Artistici” anche dal Ministero Italiano per i Beni e le Attività Culturali. Considerato uno degli interpreti più apprezzati della sua generazione, svolge sin da giovanissimo un’appassionata e intensa attività concertistica, che lo vede ospite di importanti festival (Salzburger Festspiele, Ruhr Klavier, Spoleto Due Mondi, Bucarest Enescu, Ravello, Hong Kong Chopin Festival, Beirut Al Bustan Festival, Duszniki-Zdròj, Chopin Festival, Festival Arturo Benedetti Michelangeli di Brescia e Bergamo) e delle più prestigiose sale del mondo (Teatro La Scala di Milano, San Carlo di Napoli, Massimo di Palermo, Petruzzelli di Bari, Sala Santa Cecilia del Parco della Musica di Roma, Teatro Mozarteum Großes Saal di Salisburgo, Salle Gaveau e Salle Cortot di Parigi, Royal Festival Hall e Queen Elisabeth Hall di Londra, Konzerthaus di Berlino, Sumida Triphony Hall e Pablo Casals Hall di Tokyo, Esplanade Auditorium di Singapore, Concert Hall di Hong Kong).
Si e’ inoltre esibito come solista con la London Philharmonic Orchestra, NHK Symphony Orchestra di Tokyo, Singapore Symphony Orchestra, Hong Kong Philharmonic Orchestra, Philharmonische Camerata Berlin, London Mozart Players, Orchestra dell’Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma, Orchestra Giuseppe Verdi di Milano e con le Orchestre del Teatro San Carlo di Napoli e del Massimo di Palermo, collaborando con direttori del calibro di Ashkenazy, Noseda, Parrott, e con artisti quali Sarah Chang, Giovanni Sollima, Sergej Krylov, John Malkovich.
Tiene masterclasses in Italia e all’estero ed è stato a sua volta membro di giuria in importanti concorsi internazionali, oltre che ospite di emittenti radiotelevisive di rilievo in varie parti del mondo.
Ha al suo attivo numerose incisioni discografiche e il suo album “Cruel Beauty” del 2013 è una “World Première” di musiche italiane del tardo Rinascimento e del primo Barocco, per la prima volta registrate con un pianoforte moderno.
Info: Associazione Concerti Città di Noto – Palazzo Nicolaci, via Cavour n.53 – tel/fax +39 0931 838581, associazioneconcerti@tin.it

Danilo Rea

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Danilo Rea e l’omaggio a Fabrizio De Andrè in esclusiva a Notomusica

NOTO – Antivigilia di Ferragosto a Notomusica con il grande Danilo Rea e il suo poetico, intenso tributo a Fabrizio De André. L’appuntamento, unica data in Sicilia, è per martedì 13 agosto alle ore 21.15 nel Cortile del Collegio dei Gesuiti. Sono trascorsi vent’anni dalla scomparsa di Faber e uno dei migliori pianisti di oggi, Danilo Rea, propone il suo personale omaggio, in un’interpretazione unica per piano solo. Edito nel 2010 in un memorabile disco per la prestigiosa etichetta Act, “A tribute to Fabrizio De Andrè” resta una tra le più originali, ma nel contempo sensibile e fedele, elaborazioni del prezioso lascito del cantautore genovese.
Il live rappresenta un’occasione unica per ascoltare la versione sempre rinnovata di brani celebri come “La canzone di Marinella”, “La canzone dell’amore perduto”, “Via del campo”, “Girotondo”, “Inverno”, “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers”, “Il pescatore” e “Bocca di rosa”. Il tributo arricchisce la struttura musicale elle canzoni di arrangiamenti inediti, spaziando dal jazz alla classica, dal gospel al ballad.
Ancora una volta, Danilo Rea riesce ad attirare l’attenzione degli ascoltatori soprattutto grazie alla grande versatilità e all’apertura musicale, come dimostra la sua variegata parabola artistica. Dopo gli studi di pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e l’esperienza come musicista nel mondo del progressive rock, l’artista debutta nel mondo del jazz con il “Trio di Roma” nel 1975, raggiungendo la notorietà internazionale. La sua musica è ricca di sorprendenti momenti di improvvisazione di grande lirismo che gli sono valsi l’accostamento al grande Keith Jarrett. Tuttavia, a differenza della star americana, Rea trae la propria ispirazione dalla tradizione musicale della sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano, piuttosto che dal “Great American Songbook”. E quindi non sorprende che in Italia egli venga considerato come il grande poeta tra i musicisti di jazz e che sia diventato famoso suonando con molti cantautori e cantanti come Gino Paoli, Claudio Baglioni, Domenico Modugno, Gianni Morandi, Pino Daniele e Mina. Ora entrambi i mondi, quello del jazz e quello della canzone d’autore, si fondono magicamente in questo tributo.
Il live è interamente dedicato al cantautore genovese, morto prematuramente nel 1999 e divenuto famoso grazie alle innumerevoli canzoni che spesso riguardavano i soggetti marginali e i dimenticati della società, con testi che oggi trovano posto nei libri scolastici. Spogliate dal significato effettivo della parola, le canzoni di De Andrè diventano l’ideale ispirazione per la grande forza creativa di Rea che qui si muove fra brani intramontabili come quelli già citati, trascorrendo ancora da intense ballate struggenti (“Caro Amore”, “La stagione del tuo amore”) al blues e allo swing sincopato (“La ballata dell’amore cieco”), per arrivare persino a passaggi di puro free jazz (“Girotondo”).
Ne scaturisce un magnifico tributo alle canzoni di De André, traboccante di melodia e di tecnica straordinaria, un lavoro del tutto personale e originale, che offre l’opportunità al mondo di conoscere due dei più importanti artisti italiani: Danilo Rea e Fabrizio De André.
Info: Associazione Concerti Città di Noto – Palazzo Nicolaci, via Cavour n.53 – tel/fax +39 0931 838581, associazioneconcerti@tin.it